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FINE DEL DENARO
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ROBOTICA

UN HOTEL CON UNO STAFF COMPOSTO DA 10 ROBOT UMANOIDI APRIRÀ QUEST’ESTATE A NAGASAKI, IN GIAPPONE


                                     Bruxelles, 13 febbraio 2015 - Immaginate di soggiornare in un hotel gestito da robot che vi accolgono e vi portano i bagagli. Potrebbe sembrare un incubo, invece da quest’estate sarà una realtà. Infatti, a Nagasaki, in Giappone, aprirà i battenti un albergo il cui personale è composto da 10 robot umanoidi.

                                     Secondo The Telegraph, i robot dell’Henn-na Hotel saranno prodotti dalla Kokoro, un’azienda che si occupa di robotica e che sin dal 2003 produce “actroidi”, ovvero robot con un aspetto molto simile all’uomo. Gli actroidi della Kokoro possono imitare comportamenti umani come respirare e battere le palpebre, parlano fluentemente giapponese, coreano e inglese e sanno stabilire un contatto con lo sguardo e riconoscere il linguaggio del corpo e il tono della voce.

                                     Dal 2005, la Kokoro ha introdotto tre modelli (o sorelle) di actroidi: l’Actroid-DER1, DER2 e DER3. L’actroide che si occuperà di accogliere gli ospiti all’Henn-na Hotel, benché sembri una persona vera, è provvisto della tecnologia più avanzata. L’actroide è montato su un meccanismo di base chiamato “sistema di pressione pneumatica” o Air Servo System, che usa aria compressa come mezzo per fornire energia. La Kokoro spiega che questo sistema presenta vantaggi di sicurezza rispetto ad altri sistemi con fluidi sotto pressione, come olio o acqua. L’equipe della Kokoro lavora anche con robot di dimensioni molto più grandi, come ad esempio dinosauri, quindi ha dovuto ridurre le dimensioni del sistema per renderlo abbastanza piccolo da essere montato su robot umanoidi, permettendo all’actroide di avere proporzioni umane realistiche e di muoversi in modo simile agli esseri umani.

                                   Quando l’Henn-na Hotel aprirà ci sarà inizialmente del personale umano per farsi carico di qualsiasi cosa non sia alla portata dei robot o per occuparsi degli ospiti che non gradiscono i robot, l’albergo spera però di avere presto robot in grado di occuparsi del 90 % dei servizi. Il presidente dell’azienda, Hideo Sawada, ha detto al Japan Times che il loro obiettivo è rendere l’Henn-na Hotel l’albergo più efficiente del mondo.

                                    Accanto al personale composto da robot, l’albergo vanta anche delle attrazioni high-tech - riferisce la CNN - come per esempio una tecnologia di riconoscimento del volto per accedere alle stanze, mentre un pannello di irradiazione rileverà il calore corporeo nelle camere e regolerà la temperatura. Per ridurre i costi operativi saranno usate l’energia solare e altri dispositivi per il risparmio energetico.

                                    Il Giappone è particolarmente entusiasta di questo settore della robotica, riferisce il Washington Post. Questa settimana una banca di Tokyo ha presentato “Nao”, un automa alto 58 cm che parla 19 lingue e aiuta i clienti che usano il bancomat. A Tokyo si può inoltre assistere a un cabaret fatto da robot o farsi fare la messa in piega da una macchina lavatesta con 24 dita!

 


                                     17 NUOVI PROGETTI NELL’AMBITO DI H2020 PER CELEBRARE LA ROBOTICA LA COMMISSIONE EUROPEA HA CONFERMATO IL FINANZIAMENTO DI 17 PROGETTI DI ROBOTICA NELL’AMBITO DI ORIZZONTE 2020.


                                      Bruxelles, 13 febbraio 2015 - Con una quota pari al 32 % del mercato globale, l’Europa ha buone possibilità di ricoprire un ruolo importante nel campo della robotica negli anni a venire. In quest’ultimo periodo gli ingegneri europei si sono impegnati per guadagnarsi una posizione di primo piano in settori come i robot simili alle piante, i bracci robotici, i robot umanoidi, la tecnologia incentrata sull'uomo, l'intelligenza artificiale o persino la robotica cognitiva. E adesso non è il momento di prendersi una pausa: la tecnologia si sta evolvendo a un ritmo vertiginoso e per tenere il passo con questi cambiamenti è necessario un impegno continuo verso ambiziose iniziative di R&S.

                                      Il segno più recente di questo impegno continuato da parte dei responsabili delle decisioni dell’UE è l’annuncio del finanziamento dei primi 17 progetti nell’ambito di Orizzonte 2020. Tra questi, 13 fanno parte delle “Azioni di ricerca & sviluppo” incentrate sullo sviluppo di abilità e tecnologie chiave rilevanti per la robotica industriale e di servizio, mentre 4 sono “Azioni di innovazione” volte a introdurre, testare e convalidare soluzioni innovative in un contesto reale.

                                     Una cosa che si nota immediatamente quando si esaminano i vari progetti è la loro visione riguardo a quello che dovrebbe definire la robotica in futuro. Questa visione si può riassumere in quattro obiettivi distinti ma complementari: ispirarsi alle specificità umane, superare i limiti del nostro corpo, assisterci in compiti noiosi o difficili e aiutarci ad affrontare sfide globali.

                                      Nell’ambito di Orizzonte 2020, i robot dovranno prima di tutto capirci meglio. Un esempio interessante è il progetto ROBDREAM, che si propone di rendere le fasi inattive dei robot il più utili possibile per gli esseri umani: proprio come gli esseri umani sognano quando dormono, il processo di apprendimento dei robot non dovrebbe finire spingendo il tasto “off”. I robot invece dovrebbero sfruttare al massimo questo tempo di riposo per riflettere sulle esperienze fatte e migliorare la capacità di risolvere i problemi che si presenteranno in futuro. Allo stesso modo, i robot del futuro hanno ancora molto da imparare dagli esseri umani in termini di interazione con il loro ambiente e i loro “colleghi” umani e progetti come SOMA (“Soft-bodied Intelligence for Manipulation”) e COGIMON (“Cognitive Interaction in Motion”) promettono di essere passi nella giusta direzione.

                                      Quindi i robot dovrebbero diventare copie perfette dei loro creatori? Assolutamente no. Più la tecnologia si evolve, più vediamo i robot come mezzi per aiutarci a svolgere compiti difficili o noiosi. Pensate alla pulizia di rifiuti nucleari (ROMANS), la manutenzione industriale (SECONDHANDS), lo svolgimento di varie operazioni sulle catene di montaggio (SARAFUN), la costruzione di aeroplani (COMANOID), la manutenzione di siti industriali (AEROARMS), la pulizia dei pavimenti (FLOBOT), l’ispezione dei siti di disastri in condizioni di bassa visibilità (SMOKEBOT), il controllo delle istallazioni sottomarine (WIMUST) o persino la raccolta dei peperoni (SWEEPER).

                                     La complementarietà tra umani e robot è fondamentale e raggiunge il suo culmine con CENTAURO, un progetto ispirato alla fantascienza che si occuperà della simbiosi tra umani e robot per mezzo dello sviluppo di un robot simile a un centauro. Gli operatori umani potranno controllare questa tecnologia rivoluzionaria per mezzo di una tuta integrale di telepresenza basata sulla realtà aumentata.

                                     Un’altra cosa che i robot dovrebbero fare è aiutarci nei momenti difficili, quando la nostra salute e il nostro benessere sono a rischio. Per quanto riguarda il primo caso, ultimamente robot in grado di aiutare le persone affette da Alzheimer o demenza sono stati ampiamente documentati. Ma gli scienziati di H2020 vogliono andare oltre con RETRAINER, una tecnologia basata sui robot che aiuta i pazienti neurologici a recuperare le funzioni di braccia e mani e EUREYECASE che mira ad aiutare i chirurghi nell’uso molto delicato di chirurgia vitreoretinica dell’occhio.

                                    Il benessere poi sarà assicurato dalla tecnologia robotica sviluppata nell’ambito di FLOURISH, un progetto che riguarda l'uso della robotica per tecniche agricole di precisione, un passo importante se vogliamo nutrire una popolazione mondiale che continua a crescere.

                                    Con questi progetti, l’UE propone obiettivi ambiziosi per la tecnologia robotica del futuro e prepara il terreno per una nuova era di collaborazione tra esseri uamani e robot a beneficio di tutti.

 Per ulteriori informazioni, visitare:  http://ec.europa.eu/programmes/horizon2020/


CONTROLLO BIOMIMETICO NEI ROBOT BIPEDI


                                   Bruxelles, 13 febbraio 2015 - Il progetto H2R ("Bringing human neuromotor intelligence to robots") ha lavorato per associare tecniche di apprendimento automatico e la teoria del controllo avanzato per sviluppare meccanismi di controllo motorio basati sul comportamento per robot che usano la modellazione e altri strumenti analitici.

                                    H2R ha cominciato con lo studio di caratteristiche umane fondamentali che permettono di adattarsi agli ambienti dinamici, la forza e l'impedimento. Sono stati usati segnali di elettromiografia per capire meglio l'attivazione muscolare e migliorare il controllo del movimento, dell'impedimento e della forza nei robot.

                                     Dopo aver studiato come gli esseri umani utilizzano l'impedimento per svolgere le attività, H2R ha sviluppato un controllo di riferimento di modello di impedimento ottimo usando tecniche di ottimizzazione di regolatore lineare quadratico. Questi algoritmi di adattamento sono stati modificati dopo la modellazione e l'analisi per applicazioni in robot di esoscheletro usati nella riabilitazione umana assistiva. Sono stati applicati anche a iCub robot , un robot umanoide, per migliorare le sue prestazioni in attività di manipolazione bimanuali. iCub è stato sviluppato dal progetto RobotCub, finanziato dall'UE.

                                    Per migliorare l'equilibrio e il controllo del robot, i membri del progetto hanno sviluppato un generatore adattivo non-lineare di traiettorie di controllo indirette. Sono riusciti a usarlo per controllare un sistema di pendolo inverso con ruote e manipolatori mobili.

                                    I ricercatori hanno sviluppato anche un modello computazionale per migliorare il rilevamento mediante l'adattamento di traiettorie di riferimento. Gli algoritmi sviluppati hanno aiutato a migliorare le capacità sensoriali del robot in termini di percezione e manipolazione di oggetti senza bisogno di sensori di forza. Sono stati fatti anche esperimenti per migliorare le prestazioni legate al calciare in giunture di gambe robotiche.

                                   I risultati di H2R sono stati divulgati per mezzo di numerosi seminari, discussioni, collaborazioni di ricerca, visite accademiche e scambi con altri istituti in Europa e Cina.

                                  Le attività del progetto hanno permesso lo sviluppo di tecnologie di controllo robotico biomimetico che sono state testate su robot di esoscheletro, robot umanoidi e manipolatori robot. L'uso di queste tecnologie nei robot personali del futuro permetterà la loro integrazione sicura e semplice nelle nostre vite anche in ambienti dinamici sconosciuti. L'industria robotica, con un valore stimato di 15 miliardi di USD entro il 2015, in Europa riceverà una spinta significativa con la commercializzazione di questa tecnologia.

 

COMMESSO A ZERO STIPENDIO, TASSE E CONTRIBUTI: UN ROBOT 


                              Sui progressi della robotica, che vede l’uomo soccombere per l’erosione del tradizionale spazio lavorativo, sempre più occupato dai robot, gli esempi diventano ogni giorno più frequenti ma, nel caso del “robot commesso” emerge e si rafforza anche il ben noto  concetto  di “Conflitto fra tecnologia e capitalismo”.

                            Oggi è di scena il “robot commesso in un negozio di minuteria metallica” che, su richiesta, individua la collocazione precisa del prodotto.

                           Le immagini del filmato, il cui link si trova in fondo al testo,  pur essendo piuttosto banali nel loro insieme, sono comunque anticipatorie di una situazione all’interno della quale l’uomo, pur venendo espulso da qualsiasi ciclo produttivo, alla fine appare come acquirente, ma nessuno spiega come ha fatto a guadagnarsi i soldi per effettuare l’acquisto.

                           In questo caso c’è infatti da chiedersi: se la fabbricazione di un robot, data la sua complessità, può esse effettuata solo da delle macchine di precisione e se la produzione di altri oggetti comuni, per questioni tecnico/economiche, viene delegata completamente all’automazione, come fa l’uomo a guadagnarsi da vivere ?

                           Il continuo diffondersi della tecnologia è dimostrabile anche dalle inserzioni di ricerca di personale che, da una parte cercano personale super specializzato, ovviamente destinato a realizzare impianti robotizzati, e dall’altra  sempre più diffusamente vengono ricercati “venditori” di prodotti realizzati senza il lavoro dell’uomo.

                           Ma oggi che il robot è diventato anche un “commesso venditore” all’uomo non è rimasto più alcun ruolo poiché, dall’estrazione del minerale alla vendita del prodotto finito, il tutto viene supportato dalla tecnologia robotica.

                           Va inoltre tenuto presente che  si tratta di un robot di cui, una volta ammortizzati i costi, si trasforma in “ COMMESSO A ZERO: STIPENDIO, TASSE E CONTRIBUTI” e ciò si proietta in ambito politico/sociale in quanto generatore di problematiche del tipo: “ Se il commesso non paga le tasse come è possibile per lo stato mantenere: sanità, istruzione e difesa ? “ Se il robot non versa i contribuiti previdenziali, le persone potranno ancora beneficiare della pensione ? Link al Commesso Robot  https://www.youtube.com/watch?v=R3UtH-WBbTQ 

                          Ma non è finita,  oltre alla robotica industriale la tecnologia oggi consente di ottenere importanti risultati anche nell’ambito della “robotica umanoide” che, a sua volta, va ad incidere non solo e non più in contesti produttivi, ma va ben oltre ed arriva a collocarsi in contesti addirittura “culturali”  come nel caso di questo robot violinista visibile di seguito nel filmato a questo Link   https://www.youtube.com/watch?v=EzjkBwZtxp4  


1 MULTIMILIARDARIO, 5 PERSONE, MIGLIAIA DI ROBOT


                                        Come ormai succede da anni le più recenti informazioni danno in netta rimonta l’aumento dei multimilionari e nel contempo anche dell’aumento dei robot e come conseguenza logica aumento dei disoccupati, ma ad arricchire l’elenco dei poteri dominanti si aggiunge anche la mafia e quindi anche la criminalità organizzata che,  distorce i mercati generando di conseguenza numerosi fallimenti, infatti, tra luglio e settembre hanno aperto una procedura fallimentare 3000 imprese, il 14% in più dello stesso periodo del 2013.

                                          I recenti fatti accaduti confermano che gli unici ad avere i soldi e quindi potere, sono i mafiosi: provinciali, regionali, nazionali e globali. La mafia droga il mercato immettendo denaro liquido, fa saltare le regole e sfavorisce l’imprenditore che osserva le leggi creando situazioni di monopolio

                                        Ne consegue che, al desolante quadro del lavoro tradizionale, sempre più occupato dalla robotica, oltre che dalla tecnologia oggi è necessario aggiungere anche la criminalità organizzata estesa a tutti i livelli che contribuisce a destabilizzare l’intero sistema, tutto ciò avviene sempre a causa dell’ egoismo umano che si traduce in potere e quindi nell’imporre, tramite il denaro, la propria volontà su altri.

                                        Tale atteggiamento prevaricatorio riporta la società al passato, allo schiavismo, del resto, la storia ne è testimone la schiavitù è stata alla base dello sviluppo dell’impero romano ed altri imperi. Anche gli USA che oggi si trovano a doversi confrontare con fenomeni di protesta raziali, hanno importato dall’Africa milioni di schiavi di colore per sviluppare la loro società.

                                       Ora i tempi sono cambiati, ma l’abitudine di pochi uomini di schiavizzare, non accenna a diminuire, e per farlo oggi si avvale di tre sistemi; schiavismo finanziario; schiavismo criminale; schiavismo teco/robotico e quest’ultimo, pur ancora non toccando direttamente la specie umana, la lascia  disorientata e soprattutto alla ricerca di nuovi modelli di società da attuare in tempi eccessivamente ristretti.

                                        Il caso inerente a: 1 MULTIMILIARDARIO, 5 PERSONE E MIGLIAIA DI ROBOT riguarda l’Amazon che, come dimostra questo filmato  https://www.youtube.com/watch?v=tMpsMt7ETi8 è in grado di risparmiare dai 400 ai 900 milioni di euro e fare a meno di 15 mila persona, ma ha poi precisato che ne riassumerà 10 mila in altre situazioni.

 

ECCO LA NUOVA CLASSIFICA DEI MULTI MILIONARI

Sempre più multi-milionari controllano 13% patrimonio globale anche se sono appena lo 0,04% della popolazione. Aumenta sempre di più il divario tra ricchi e poveri quest’ultimi privi di una rappresentanza politica che davvero rappresenti i loro interessi

Stando a un nuovo report di Wealth Report Wealth-X e UBS pubblicato il 19 novembre 2014  " I ricchi si sono arricchiti di altri $2.000 miliardi". Nell'arco del 2014, 12.040 nuovi multi-milionari, con un patrimonio di più di $ 30 milioni di euro sono entrati a rimpinguare le fila portando il numero totale dei miliardari, in tutto il mondo, al record di 211.275 persone. Di questi, 183.810 sono uomini e appena 27.465 donne. Il patrimonio complessivo di queste persone è aumentato +7% a $30.000 miliardi nel 2014, quasi il doppio del valore dell'intera economia americana. Ed è in America che vivono i più ricchi mentre, più che altrove in Europa, in Germania ci sono più di 19.000 multi-milionari. Si tratta di un aumento +6% su base annua e di un 0.004% della popolazione adulta mondiale, che controlla quasi il 13% del patrimonio complessivo globale. Secondo il sondaggio, possiedono in media 2,7 proprietà e almeno il 30% ha un'abitazione al di fuori del proprio paese. I loro amici sono di norma altri super-ricchi, sette circa, che comprendono almeno un miliardario. Dal rapporto emerge che in media spendono $1,1 milioni ogni anno in beni e servizi di lusso, a partire dai viaggi, fino al cibo e vino. Insieme, spendono un ammontare complessivo di $40 miliardi in macchine, $23 miliardi in aerei privati, $22 miliardi in yacht e $8 miliardi in alcool. Di norma sono generosi, sebbene le donne più degli uomini. In media le donne, durante la loro vita, donano quasi $31 milioni, contro i $24,4 milioni degli uomini. Il 64% si è fatto da solo e solo il 17% ha ereditato interamente il patrimonio di cui dispone. Notevoli sono in questo caso, tuttavia, le differenze tra uomini e donne. A fronte di un 68% di uomini che sono arrivati dove sono unicamente grazie alle loro forze, si nota un appena 34% di donne self-made. Solo il 13% degli uomini ha ereditato l'intero patrimonio, a fronte del 48% delle donne ultra ricche. In media, hanno 2,2 figli e 1,9 nipoti.  mentre la classe dei più ricchi è ben coesa e agisce per tutelare i propri interessi, al contrario le classi “più povere” sono prive di una rappresentanza politica che davvero rappresenti i loro interessi, anteponendoli a quelli finanziari e di tenuta del sistema economico.

LINK A FILMATI DI ROBOT
http://www.youtube.com/watch?v=DKiXM7bUypk ROBOT UMANOIDI ATTIVI

https://www.youtube.com/watch?v=6feEE716UEk#t=37  10 ROBOT CHE CAMBIERANNO IL MONDO



 
AL 14° CONGRESSO DI MADRID ROBOT CHE CUCINANO O CHE RASSETTANO I LETTI PER AIUTARE LE FAMIGLIE O I DISABILI NELLE FACCENDE DOMESTICHE. PRESENTI ANCHE I DRONI


                            Come per i computer la stessa dinamica sta interessando anche la robotica pertanto la tecnologia costa sempre meno ed è sempre più veloce, ne conseghe che i robot umanoidi, anche dal peso di ottanta chili per 1,65 metri, sono già qui con noi e ne arriveranno sempre di più.

                            Tutte queste novità erano esposte al 14° Congresso internazionale sui robot a Madrid (18 – 20 novembre 2014) che ha richiamato oltre 400 esperti provenienti da ogni parte del mondo per discutere dell’impiego dei robot umanoidi nella nostra vita quotidiana.

                           Gli impieghi sono tra i più disparati:  dalla faccende di casa agli ospedali, ma non solo, a Madrid erano presenti anche numerose innovazioni che fanno capire l’estrema velocità con la quale si diversificano e diffondono queste tecnologie come:  pomodori che ballano a ritmo frenetico, sorvolati da droni.

                           Oggi l’obiettivo  è quello di produrre un robot umanoide da usare in casa, ad esempio per sistemare la cucina, i letti o aiutare le persone con disabilità nelle attività domestiche oppure interventi nelle zone a rischio o ancora robot impiegati nella medicina come l’Esoscheletro Exo-H1 usato per la deambulazione nei pazienti con difficoltà motorie.

LINK ALLA MANIFESTAZIONE DI MADRID

https://www.youtube.com/watch?v=QQxlovoY6yY&feature=player_embedded

http://www.humanoids2014.com

 http://www.edmontonsun.com/2014/11/19/international-conference-on-humanoid-robots

 http://www.themalaymailonline.com/tech-gadgets/article/robotic-experts-show-off-creation-at-madrid-congress

http://www.laprensasa.com/309_america-in-english/2803788_robots-taking-large-steps-to-coexist-with-humans.html

http://zeenews.india.com/news/sci-tech/dancing-talking-robots-show-off-at-madrid-congress_1501857.html

 


IL DRONE BIO-DEGRADABILE SI CHIAMA MYCHELIUM


                      Anche se si tratta di un settore nato da pochissimo, quello dei droni ha subito voluto affrontare la tematica ambientale costruendo Mychelium  un drone che deve il suo nome all’apparato vegetativo dei funghi, il micelio, di cui peraltro è composto nella struttura principale.

                       A progettare il primo drone bio-degradabile. è stato un team di esperti della NASA Ames Research Center in California il quale si è bastato su materiale  coltivato e fornito dalla  Ecovative Design , una società all’avanguardia nel settore dei progetti eco-sostenibili.

LINK AL FILMATO DEL DRONE BIO-DEGRADABILE

https://www.youtube.com/watch?v=ON55ji61jY4

 


ROBOTICA: L’UNIVERSITA’ DI OXFORD METTE IN DISCUSSIONE IL JOBS ACT


 80 ANNI DOPO il ’29 LA FINANZA CREA UN’ALTRA LA DEPRESSIONE. NOMONEY E L’UNIVERSITA’ DI OXFORD CONCORDANO CON LA SOSTITUZIONE DEL LAVORO CON I ROBOT

                                Sono passati solo 80 anni dalla depressione economica del 1929 ed oggi l’”ARTE DELLA FINANZA” si ripete con ulteriori ripercussioni e danni globali non solo economici ma anche e soprattutto sociali.

                                Di recente un manipolo di banche sono state messe sotto accusa per aver speculato sul mercato dei cambi monetari e oggi, grazie alla gestione del denaro virtuale con le  tecnologie (CONFLITTO FRA TECNOLOGIA E CAPITALISMO), è possibile arricchirsi di milioni di euro, dollari, yen, o altre volute in un solo giorno o a volte in poche ore, in barba ai milioni di disoccupati, precari e predestinati a non avere nulla nella e dalla vita.

                                Ma la musica sta cambiando sempre più velocemente (VELOCITA’ DEL CAMBIAMENTO) a rompere definitivamente il rapporto LAVORO/DENARO, per orientare la società sempre più verso il BARATTO TECNOLOGICO, è la tecnologia robotica, in questo modo anche personaggi oggi estremamente privilegiati come alcuni calciatori i quali, per le loro attività, potranno essere retribuiti, come tutti, con beni di consumo come: patate, cetrioli; vestiti, scarpe ed altri prodotti tutti rigorosamente realizzati con le tecnologie e senza il lavoro dell’uomo che comunque avrà potuto beneficiare dello spettacolo sportivo. 

                                Diversamente coloro i quali oggi sono impegnati in: finanza, fondi, derivati ed altri similari, se vorranno mangiare, dovranno rendersi utili reinventandosi un  nuovo ruolo in società, esattamente quanto sta succedendo in questo momento a moltissimi altri settori.

                                 Sempre in tema di “Velocità del cambiamento” è del tutto logico pensare che la stessa robotica, la quale dipende per la sua efficienza dalla tecnologia, seguirà le velocissime evoluzione alle quali l’informatica ci ha abituato sin dal suo esordio andando a rendere obsolete in brevissimo tempo anche importanti innovazioni e di conseguenza  modificando anche il concetto di “antiquariato” che passerà in breve tempo  DALL’ ANTIQUARIATO MODERNO  ALL’ ANTIQUARIATO ISTANTANEO.

                               Di sicuro l’inserimento delle tecnologie robotiche vanificheranno parole oggi strausate da tutti i politicanti del mondo come:  “CRESCITA”  di che cosa ? “COMPETITIVITA’ “  far competere i robot fra di loro non è certo un problema; “FLESSIBILITA’” ogni robot può essere modificato a proprio uso.  A loro volta, queste innovazioni, produrranno i loro effetti a cascata anche sugli obiettivi sindacali come “IL CONTRATTO DI LAVORO” che dovrà essere più specifico e dichiararsi se si riferisce ai disoccupati o ai robot?

                                La progressiva scomparsa del denaro, prima dalle tasche e sempre più velocemente dalla circolazione mediante le carte di credito, produrrà un’ ulteriore metamorfosi su sistemi come: banche; sicurezza ed altro.

                               Un importante contributo, alla rapida evoluzione  del settore della robotica umanoide intelligente, proviene dalle nuove leve, le quali, impossibilitate a ritagliarsi un qualsiasi ruolo all’interno dell’attuale società si vedono costrette ad  assistere a continue lottate fra pensionati contro precari e poveri contro poverissimi  ed hanno quindi compreso che, grazie alle tecnologie finanziarie, al momento poche persone sono in grado di mantenere delle forti posizioni dominanti e soprattutto di garantirsi cospicue rendite, ragion per cui si stanno già reinventando la società tramite le Start Up, che pur non beneficiando tutte di importanti contributi finanziari per il loro sviluppo, sono comunque spunto di innovazione e cambiamento, ma stavolta senza l’aiuto del denaro.

                            Come avviene per la  robotica che il robot finisce per costruire un altro robot anche l’innovazione sarà destinata a produrre innovazione.

                            La tecnologia (finanziaria) sarà dunque destinata a soccombere mediante la tecnologia (robotica) che contribuirà alla sparizione dei posti di lavoro di oggi, con la conseguente rottura del rapporto LAVORO/DENARO, da parte delle classi lavoratrice ed impedirà l’ ACCUMULO DI DENARO/POTERE che ha permesso lo sviluppo di abnormi speculazioni globali, da parte di pochi a danno di molti.

                             Tutto ciò sta avanzando sempre più velocemente a confermarlo la notizia pervenuta l’ 11 novembre 2014 secondo la quale, entro 20  anni, a seguito del rapido inserimento dei robot in  Inghilterra è a rischio un posto di lavoro su tre.

                             A lanciare l’allarme, questa volta non è la liste “nomoney”, ma bensì l’ Università di Oxford che indica nelle professioni a basso reddito quelle più a rischio con meno di 30 mila sterline l’anno.

                             Sempre nello stesso rapporto dell’università di Oxford  vengono indicate le attività ad elevato rischio di sparizione come:  gli uffici di supporto amministrativo, quelli di vendite e servizi, dei trasporti, costruzione e produzione che, nel frattempo sono già state pesantemente colpite, per fare un esempio, a Londra il 65% dei bibliotecari ha perso il proprio posto dal 2001 a oggi e quasi il 50% degli assistenti personali e delle segretarie.

                         Diversamente i settori in cui vengono richieste capacità relazionali come la sanità o l’istruzione, oppure talento creativo o ancora la scienza o l’ingegneria, presentano un margine di rischio ‘basso o nullo’, ciò nonostante questa dinamica potrebbe  creare un “crescente divario tra ricchi” e “meno abbienti“ esattamente come da sempre sostiene la lista “nomoney”

LINK AL ROBOT UMANOIDE KARATE DI GOOGLE http://www.youtube.com/watch?v=UH0k2hFHzyc

 

ROBOT POLIZIOTTO K5 è un robot autonomo equipaggiato con numerosi sensori che gli permettono di prevenire un crimine, analizzando le informazioni raccolte. Se K5 individua una persona sospetta o un’auto rubata leggendo la targa, invia un alert e il flusso video live alle forze di polizia, che avranno a disposizione un’interfaccia grafica per il controllo delle operazioni remote. Knightscope prevede di avviare le vendite del robot nel 2015, utilizzando un modello machine-as-a-service. I clienti pagheranno 6,25 dollari/ora (1.000 dollari/mese) per 40 ore settimanali.

LINK AL FILMATO DI K5 IL ROBOT POLIZIOTTO  https://www.youtube.com/watch?v=IxERBA3SZJI

 


 LA CULTURA ROBOTICA SI DIFFONDE GLOBALMENTE


                                            Dopo i campionati mondiali di calcio ecco i mondiali di calcio per robot, ma il link a questo filmato https://www.youtube.com/watch?v=VBwm8febiws#t=10

 dimostrano chiaramente lo sviluppo di una NUOVA CULTURA DI USO INTENSIVO DELLA ROBOTICA anche e soprattutto presso le nuove e nuovissime generazioni, il tutto avviene mentre al governo di tutti i paesi del mondo si trovano persone che hanno mediamente dai 60 agli 80 anni le quali devono confrontarsi con giovanissimi dotati di smarphon ed appassionati di robotica in grado di trasformare la società nel giro di pochi mesi se non di qualche anno.

 

                                             Per i governanti di oggi, trovarsi a decidere importanti provvedimenti a cavallo fra dei sistemi obsoleti ed  un’evoluzione globale così rapida non è certo facile e sempre più spesso le decisioni prese, una volta approvate dopo duri confronti politici, si trovano ad essere già superate dagli avvenimenti tecnologici. 

Link ad un altro filmato che dimostra la rapidissima evoluzione della robotica https://www.youtube.com/watch?v=WPandD8s7CQ

 

APPLICAZIONE DELL’ ESOSCHELETRO

                              Ma le tecnologie robotiche, oltre ad orientarsi verso nuove attività innovative contribuiscono notevolmente a migliorare la qualità della vita dell’ uomo ed in particolare il riferimento va a quella applicazione che chiamata “Esoscheletro” che consente la deambulazione a persone che prima erano costrette all’uso della carrozzina.  https://www.youtube.com/watch?v=fZrvdODe1QI

 

 


 

LA METÀ DEI LAVORI IN ITALIA SCOMPARIRÀ ENTRO 20 ANNI  “LONDON SCHOOL OF ECONOMICS”


 

ALLA C.A. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO MATTEO RENZI
ALLA C.A. PRESIDENTE REGIONE FVG DEBORA SERRACCHIANI

 

                           Dist.mi Presidenti,

 

                                                         a seguito delle numerose segnalazioni che mi provengono da tutto il mondo in merito all’ evoluzione delle tecnologie robotiche ed il loro impatto sulla disoccupazione all’interno della società che, a mio modesto parere, dovrebbe essere REINVENTATA, segnalo di seguito un articolo pubblicato oggi sul sito DAGOSPIA a firma di Eugenio FACCI “Libero Quotidiano” che, in base ad una ricerca della “LONDON SCHOOL OF ECONOMICS” LA META’ DEI LAVORI IN ITALIA SCOMPARIRA’ ENTRO 20 ANNI.

                                                           Se e qualora fosse di vostro eventuale interesse segnalo nuovamente che una più dettagliata analisi ed alcuni spunti per delle possibili soluzioni sono da tempo presenti e pubblicate sul sito del  PROGETTO “NOMONEY   “ http://finedeldenaro.sitiwebs.com/

  già condiviso dal presidente Ue Barroso.

COLLEGAMENTO ALL’ ARTICOLO PUBBLICATO DA DAGOSPIA  LINK   http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/repubblica-affondata-tecnologia-london-school-of-82043.htm

   

 

 31 LUG 2014 13:28

 

UNA REPUBBLICA AFFONDATA DALLA TECNOLOGIA - PER LA “LONDON SCHOOL OF ECONOMICS” LA METÀ DEI LAVORI IN ITALIA SCOMPARIRÀ ENTRO 20 ANNI - IMPIEGATI, SEGRETARIE, MAGAZZINIERI: I PRIMI A ESSERE SOSTITUITI DA ROBOT E MACCHINE

 

Si salvano avvocati, artisti e medici. Meno evoluti di noi solo la Romania (62%) e il Portogallo (59%) - All’estremità inferiore della scala di sostituibilità ci sono invece quei lavori dove c'è poca ripetitività e dove conta l'intelligenza sociale: manager, ricercatori, scienziati, insegnanti, avvocati, artisti, medici e infermieri…

 

Eugenio Facci per “Libero Quotidiano”

 

E' una previsione da brividi, che certo non fa bene al già tormentato mercato del lavoro italiano: secondo la London School of Economics il 56% dei lavori in Italia rischia di sparire entro due decenni, a causa di robot e macchine sempre più intelligenti che andranno a sostituire lavoratori in carne ed ossa.

 

Ma è lo stesso studio a dare anche una speranza ai lavoratori del nostro paese: le aziende italiane sono infatti storicamente lente a sostituire i dipendenti con macchine, e il problema vero per il sistema Italia sarà invece quello di competere con altri paesi dove i robot prenderanno piede velocemente.

 

A produrre l'allarmante analisi è Jeremy Bowles, un economista della London School of Economics che ha incrociato dati sul mercato del lavoro europeo con studi sulla crescente capacità di macchine e robot di "imparare" come ci si comporta in vari contesti lavorativi (ad esempio "lavorando" come cameriere, centralinista, o manager).

 

L’Italia, rispetto agli altri Paesi europei e soprattutto rispetto alle principali economie del Vecchio Continente, viene fuori malconcia dall'analisi a causa della diffusione nel nostro paese di lavori ripetitivi e facilmente sostituibili come impiegati, segretarie e magazzinieri. Peggio di noi stanno solo la Romania, dove il 62% dei lavori rischiano di essere sostituiti da macchine entro vent’anni, Portogallo (59%), e Croazia (58%), mentre al nostro stesso livello (56% di lavori sostituibili) ci sono Polonia, Bulgaria e Grecia.

 

Sorprendentemente meglio dell'Italia si posizionano invece vari paesi considerati di solito economicamente meno avanzati, come Repubblica Ceca (54%), Slovenia (53%), Lituania (52%) e Lettonia (51%).

 

 Molto migliore invece la situazione di Regno Unito e Svezia, i due Paesi europei messi meglio con "solo" il 47% delle mansioni a rischio sostituzione, mentre in Germania, Francia e Spagna i lavori sostituibili sono invece rispettivamente il 51%, 50%, e 55%.

 

L'Italia al momento abbonda purtroppo di quei tipi di lavori che lo studio identifica come facilmente sostituibili, come impiegati, lavori di supporto amministrativo e segretariato, magazzinieri, e (sorprendentemente) venditori. Come fa notare l'Ocse riguardo all'esperienza di Amazon sulle vendite, i computer non sanno infatti "vendere" direttamente, ma prevedono molto meglio i gusti dei compratori in base ai loro acquisti precedenti e allo status socio-economico.

 

All’estremità inferiore della scala di sostituibilità ci sono invece quei lavori dove c'è poca ripetitività e dove conta l'intelligenza sociale: manager, ricercatori, scienziati, insegnanti, avvocati, artisti, medici e infermieri.

 Per il lavoratore italiano la buona notizia potrebbe però arrivare dalla lentezza storica delle aziende italiane nel sostituire le persone con macchine e soprattutto dall’importanza data ai dipendenti nel contesto delle piccole e medie imprese. Il problema a quel punto diventerà però quello di affrontare mercati dove altre aziende riusciranno a produrre a costi inferiori grazie all’uso di macchine e robot. Per il sistema Italia potrebbe essere proprio questa, nei prossimi decenni, una delle sfide principali.


LA ROBOTICA SOSTITUISCE  IL LAVORO DELL’UOMO
                 La notizia che la produzione di un noto smartphone verrà fatta dai robot di fatto ufficializza l’inizio della fase di TRASIZIONE dal lavoro umano al lavoro robotico e conferma la tematica principale del progetto globale “nomoney” definita “Conflitto fra tecnologia e capitalismo”.

                     Con questo passaggio dichiarato di fatto emergono problematiche su diversi fronti sino ad oggi non considerate, ma che ora non lasciano dubbi, infatti, la produzione robotizzata del nuovo smartphone oltre ad avere delle ripercussioni dirette sulla manodopera che verrà esclusa, porrà il quesito dei “costi di produzione” rapportati ai prezzi di vendita.

                     Non solo, poiché i costi di produzione dell’oggetto interesseranno direttamente il lavoro robotico, a questo punto c’è da chiedersi: “QUANTO VALE L’ORA DI LAVORO DEI ROBOT ?” A seguito di ciò e se l’azienda manterrà i prezzi di vendita elevati è chiaro che, come accade ormai di sovente, i bilanci aziendali si chiuderanno con: l’incremento dei ricavi e quindi dei guadagni e la riduzione del personale.

                       Con ciò vengono confermate altre due tematiche supportate da “nomoney”: la prima è che : “ Viene bloccata l’equa redistribuzione della ricchezza“ di conseguenza: “I ricchi diventano sempre più ricchi ed i poveri sempre più poveri”

                        Che sia in atto, non una crisi, ma un vero e proprio cambiamento della società lo confermano anche le recenti dichiarazioni  del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, del Presidente della Repubblica Napolitano e di Papa Francesco.

2 luglio 2014 MATTEO RENZI AL PARLAMENTO EUROPEO: “Il mondo corre ad una velocità doppia rispetto all’ Europa)  (nomoney - Velocità del cambiamento)

 6 luglio 2014 Presidente Napolitano a Monfalcone: “Se i giovani non trovano lavoro l’Italia è finita.” (nomoney - l’unica attività dell’uomo non in concorrenza con la tecnologia è RICERCA)

 6 luglio 2014 Papa Francesco: “I ricchi continuano a diventare sempre più ricchi. Molti sopportano tutti i giorni il peso di un sistema economico che sfrutta l’uomo è impone un giogo che pochi privilegiati non vogliono portare.”  ( nomoney - I RICCHI DIVENTANO SEMPRE PIU’ RICCHI ED I POVERI SEMPRE PIU’ POVERI  alla base di ciò vi è l’egoismo umano)

 

Tg 2 del 6 luglio 2014 ore 13

 http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-f48e8f0d-7c58-45d0-9670-04f48a26eeba.html


  UN NUOVO WORLD WIDE WEB ESCLUSIVAMENTE PER I ROBOT
 
                                    All'inizio si chiamava M2M (Machine 2 Machine) poi è diventato "Internet delle cose" ed oggi abbiamo "internet per i Robot".
 
                                    Ormai la società in cui stiamo vivendo è già obsoleta poiché i robot collegati ad internet, sono già in laboratorio e come è successo alla dinamica velocissima che ha visto lo sviluppo e la sparizione del computer, tanto più sarà facile immaginare che tale percorso sarà ripetuto dai robot collegati ad internet. Finito di leggere l'articolo c’è da chiedersi che spazio avrà l'uomo per svolgere quelle attività attuali che vengono definite "lavoro" ? La risposta è che all' uomo non rimarrà nulla da fare di quanto sta svolgendo oggi perciò sarà costretto a reinventarsi una nuova società.
 

 

Fino ad oggi, ogni robot costruito dev'essere programmato o compiere il suo processo di apprendimento partendo da zero. I nuovi robot sono come i neonati e hanno bisogno di imparare tutto dagli umani che li hanno creati oppure devono apprendere gradualmente da soli. Tutto questo però potrebbe cambiare. Grazie a ROBOEARTH, i robot saranno presto in grado di condividere conoscenze con i loro pari quasi istantaneamente, invece di "vivere" isolati.

 

Chiunque abbia visto il film "Io, Robot", campione d'incassi nel 2004, avrà una certa familiarità con il concetto che sta dietro al settore emergente della "robotica cloud". Proprio come nel film, essa comporta il collegamento dei robot esistenti a una versione alternativa del World Wide Web, in modo che possano tutti condividere informazioni su nuove conoscenze acquisite o problemi risolti. A differenza della sinistra trama del film, questo campo della scienza gioverà al settore. Il progetto dovrebbe avere come risultato un tempo di sviluppo più breve, poiché tutte le conoscenze dei robot saranno a disposizione, invece di scomparire quando il robot che le ha raccolte diventa obsoleto.

 

Il progetto ROBOEARTH1 sta sperimentando nel campo della robotica cloud. Avviato nel 2009, il progetto quadriennale si proponeva di creare una rete e un database gigante nel quale tutti i robot potessero conservare e condividere informazioni sul proprio comportamento e il proprio ambiente. Questi dati possono includere componenti software, mappe per la navigazione, conoscenza dei task come ricette di azione e strategie di manipolazione, nonché modelli di riconoscimento di oggetti. In poche parole, se venisse usato in tutti i robot potrebbe aiutare il settore a lasciarsi alle spalle le situazioni nelle quali i robot non sono capaci di capire e gestire ambienti imprevedibili, e andare verso scenari nei quali ciascun robot può facilmente gestire nuovi problemi accedendo istantaneamente alle conoscenze dei suoi pari.

 

In un'intervista esclusiva con la rivista research*eu risultati, il dott. Markus Waibel fa luce sugli esiti del progetto e sulla loro importanza per lo sviluppo della robotica.

 

Quali sono i principali obiettivi del progetto?

 

Gli obiettivi di ROBOEARTH sono dimostrare che la connessione a un deposito di informazioni in rete rende molto più veloce il processo di apprendimento e adattamento che permette ai sistemi robotici di svolgere compiti complessi e dimostrare che un sistema connesso a un deposito del genere sarebbe capace di svolgere in modo autonomo compiti utili che non sono stati specificamente programmati durante la sua progettazione.

 

Cosa c'è di nuovo o innovativo nel progetto e nel modo in cui affronta questo argomento?

 

I robot di oggi non usano Internet - ogni robot è un'isola. ROBOEARTH sta innovando nel campo della robotica cloud: l'idea cioè che i robot possano sfruttare gli enormi benefici delle infrastrutture converse e dei servizi condivisi, più o meno allo stesso modo in cui i personal computer si sono evoluti quando sono stati collegati a Internet. ROBOEARTH è il World Wide Web per I robot: una rete e un deposito di database giganteschi nei quale i robot possono condividere informazioni e imparare gli uni dagli altri per quanto riguarda il comportamento e l'ambiente. Inoltre, ROBOEARTH permette ai robot di dare calcolo in outsource al motore cloud di ROBOEARTH (detto Rapyuta), che permette ai robot di trarre vantaggio dal rapido aumento della velocità di trasferimento dei dati per scaricare compiti che non hanno difficili esigenze di tempo reale. Questo interessa in particolare i robot mobili, nei quali il calcolo a bordo comporta la necessità di una potenza maggiore che potrebbe ridurre la durata operativa e limitare la mobilità del robot, oltre a far aumentare i costi.

 

Cosa l'ha spinto a fare ricerca in questo settore?

 

Oggigiorno, i robot sono relegati per lo più ad ambienti altamente controllati e prevedibili come gli impianti di produzione, ma allo stesso tempo hanno mosso alcuni importanti passi nella sfera umana. Il mondo umano ha troppe sfumature ed è troppo complicato però per essere sintetizzato in una serie limitata di specifiche. Finora i robot operavano isolati gli uni dagli altri. Quando vengono smantellati, tutto ciò che hanno imparato va perduto. I ricercatori inoltre si chiedono perché migliaia di sistemi risolvono gli stessi problemi essenziali più e più volte.

 

Quali difficoltà avete incontrato e come le avete superate?

 

Uno dei problemi che abbiamo incontrato in ROBOEARTH è: come possono i robot con hardware e software diversi condividere conoscenze e trarre vantaggio dell'apprendimento gli uni degli altri? Per risolvere questo problema lo abbiamo diviso in due parti: le conoscenze di alto livello in ROBOEARTH sono conservate in un linguaggio XML, che è indipendente da requisiti specifici hardware o software. Questo si interfaccia con robot specifici per mezzo di un'interfaccia specifica (un cosiddetto livello di astrazione hardware). Per esempio, le azioni dei robot sono conservate come ricette di azione generali ad alto livello che si possono tradurre in primitive di moto specifiche per robot a basso livello.

 

Quali sono i risultati concreti della ricerca fino a questo momento?

 

Il progetto ha prodotto una serie di sei dimostratori che mostrano come ROBOEARTH può migliorare le prestazioni, l'apprendimento e l'autonomia dei robot, dal servire bevande nel contesto di un ospedale alle rilevazioni topografiche basate sul cloud usando robot molto economici (circa 300 USD) attrezzati con una videocamera e un dongle wireless.

 

Quali sono i risultati che vi aspettate da questo progetto? 

 

Uno dei principali risultati è stato la nascita di un nuovo campo di ricerca. Non si era mai sentito parlare di "robotica cloud" quando abbiamo cominciato e adesso è un settore della robotica in rapida evoluzione che ha attirato importanti esponenti delle principali università di tutto il mondo e aziende come Google. Permette ai robot di trarre vantaggio delle potenti risorse di calcolo, memorizzazione e comunicazione dei moderni centri dati. Inoltre, elimina i costi di manutenzione e aggiornamento e riduce la dipendenza dal middleware speciale.

 

Per maggiori informazioni, visitare:

ROBOEARTH   http://www.roboearth.org

 Scheda informativa del progetto  http://cordis.europa.eu/projects/rcn/93278_it.html 


ROBOT MOBILE PER INCREMENTARE LA PRODUZIONE AEROSPAZIALE

 

Non occorre guardare troppo lontano per vedere che un giorno i robot mobili e le persone lavoreranno fianco a fianco negli impianti di produzione. In realtà, per l'industria manifatturiera aerospaziale questo scenario potrebbe diventare una realtà nel giro di pochi anni.

 

Il progetto VALERI ("Validation of Advanced, Collaborative Robotics for Industrial Applications"), finanziato dall'UE, sta attualmente progettando un robot mobile che opera in modo autonomo e si muove in maniera indipendente nei reparti di produzione. Funziona a fianco degli ingegneri e tecnici, sollevandoli dai compiti più stressanti e monotoni, e occupandosi delle attività di ispezione.

 

Il robot VALERI aiuterà ad affrontare le sfide industriali nella produzione aerospaziale, in cui attualmente la produzione di pezzi di grandi dimensioni è ferma e l'assemblaggio richiede giorni per essere completato.

 

 Il robot del progetto VALERI o "manipolatore mobile" mira a ridurre questo lungo processo assistendo i lavoratori nell'applicazione di sigillante lungo le scanalature, ispezionando il sigillante per il controllo qualità e controllando le parti in fibra di carbonio intrecciate. I tecnici possono poi installare, trapanare e provare.

 

 Il progetto, coordinato dall'Istituto Fraunhofer per il funzionamento di fabbrica e l'automazione (IFF), coinvolge anche Airbus DS, FACC AG, IDPSA, Prodintec nonché KUKA Laboratories GmbH e Profactor GmbH.

 

I partner sono a buon punto nei sette pacchetti di lavoro del progetto (WP). Essi hanno prima definito le specifiche dei componenti e poi completato rapidamente un prototipo di laboratorio operante (alla fine dei primi 12 mesi) dei singoli componenti. L'idea era di testarli individualmente e poi rapidamente integrarli e testarli come sistema completo.

 

 José Saenz, responsabile del progetto presso l'IFF e coordinatore di VALERI, fa notare che i robot stazionari non sono adatti per l'assemblaggio dei componenti di aerei ingombranti e lunghi diversi metri. "Ad esempio, gli elementi di una fusoliera di aeroplano sono troppo grandi per essere adattati a un robot di produzione convenzionale. Non è possibile ruotarli o girarli in modo che il sistema possa lavorare su di essi. Dovrebbe quindi funzionare al contrario: il robot si dirige nella posizione desiderata dell'aereo".

 

 I sistemi mobili sono flessibili, possono essere utilizzati in varie stazioni, possono spostarsi in avanti a varie velocità e sono in grado di eseguire servizi di consegna, per esempio, potrebbero recuperare strumenti per i tecnici da un magazzino.

 

 Il prototipo dovrebbe passare il primo collaudo entro la fine di quest'anno. Il progetto si concluderà nel mese di ottobre 2015 e i partner sono convinti che per allora saranno in grado di condurre test in condizioni reali.

 

 I partner VALERI prevedono che questi aiutanti mobili saranno impiegati anche in altri settori, come la cantieristica navale o la produzione di turbine eoliche. In definitiva, essi sperano di riuscire a dimostrare la flessibilità dei manipolatori mobili su più linee di produzione e aiutare a realizzare una collaborazione uomo-macchina sicura nei reparti di produzione.

 

 Per maggiori informazioni, visitare:

 VALERI  http://www.valeri-project.eu/

 Scheda informativa del progetto:  http://cordis.europa.eu/projects/rcn/105093_it.html


 

ARRIVA MISTER ROBIN, IL ROBOT CHE ORGANIZZA LA VITA DELLA 94ENNE NONNA LEA 


 

 

                       Si chiama GiraffPlus ed è robot realizzato per assistere gli anziani a casa loro nato da un progetto di ricerca finanziato dall'UE. La romana nonna Lea ha iniziato ad utilizzare il sistema da 5 mesi per testare come i robot possano aiutare i più anziani.

 

                          In particolare il robot si occupa di metterli in contatto con i familiari, gli amici e gli operatori sanitari, mentre dispositivi indossabili e sensori collocati in tutta la casa ne tengono sott'occhio la salute e l'attività. Il sistema dovrebbe essere messo in commercio entro la fine del 2015.  https://www.youtube.com/watch?v=9pTPrA9nH6E#t=30



ELETTROROBOT OPPURE PENUMOROBOT ?

 

                                       Ormai tutto faceva capire che i robot umanoidi, realizzati con parti meccaniche mosse da motori elettrici,  fosse l’unico modo per poterne avviare la produzione ed un esempio, appena presentato è appunto Atlas, un robot umanoide delle Boston Dynamics il quale cammina come una persona, si adatta da solo in ogni condizione ed inoltre, alcune sue parti, possono diventare delle valide protesi intelligenti da applicare al genere umano per sostituire braccia o gambe.

 

                                      Robot umanoidi di questa nuova generazione, fanno chiaramente capire che l’uomo potrà ben presto abbandonare tutte quelle attività che oggi vengono chiamate: “Lavoro” e legate a supportare la produzioni di beni primari, per dedicarsi sempre più attivamente alla ricerca mirata ad elevare la qualità della vita.

 

                                       L’essere umano, infatti, NON POTRA’ MAI COMPETERE CON QUESTI STRUMENTI TECNOLOGICI pertanto dovrà rivedere completamente il modello di società su cui programmare la propria esistenza.

 

                                      Il filmato collegato a questo  link dimostra chiaramente l’elevato grado di perfezione raggiunto dall’industria robotica

https://www.youtube.com/watch?v=w40e1u0T1yg

                                     Ma contemporaneamente al Robot Atlas, si sta facendo avanti una nuova tecnologia la quale, al posto dei motori elettrici, usa la tecnologia “pneumatica” (aria compressa)  per muovere le varie parti del corpo ed il seguenti link è collegato ad un filmato dimostrativo di questa nuova tecnologia adottata dai Penumorobot

http://www.youtube.com/watch?v=wpQyvufTswQ#t=16

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